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AltreScene: I camminatori della patente ubriaca
23 Febbraio 2017 | Redazione Radio Lab | Condividi:

Intervista a Turi Zinna del natwork Retablo. Lo spettacolo, vincitore del premio Network Drammaturgia Nuova 2015/2016, andrà in scena il 26 febbraio alle 21 da Zo. Alle 20 sarà presentato il progetto Network Drammaturgia Nuova


Secondo appuntamento con AltreScene, il cartellone teatrale dedicato alle nuove drammaturgie contemporanee che ospita artisti e opere rappresentative dello scenario nazionale ed europeo. Domenica 26 febbraio da Zo, centro culture contemporanee, andrà in scena I camminatori della patente ubriaca, vincitore del premio network drammaturgia nuova 2015/2016. Lo spettacolo, da un testo di Nicolò Sordo, è realizzato della compagnia Scuola Elementare del Teatro di Napoli, con con Chiara Vitiello, Emilio Marchese, Pasquale Saggiomo, Lia Gusein-Zade, Michele Vitolini, e la supervisione artistica di Davide Iodice.

A City Lights abbiamo parlato dello spettacolo e del Network Drammaturgia nuova con Turi Zinna dell’associazione RetabloI camminatori della patente ubriaca sarà preceduto, alle 20, da un incontro con gli studenti ed il pubblico nel quale sarà presentato il progetto Network Drammaturgia nuova, una rete che promuove un’azione di sostegno per la drammaturgia contemporanea italiana con l’obiettivo di catalizzare coloro che già lavorano nel campo, per valorizzare i progetti esistenti e   sviluppare delle azioni tese alla realizzazione di un processo che metta gli autori in un concreto confronto con la scrittura, con la produzione e la promozione dei testi teatrali.

Riascolta:

I camminatori della patente ubriaca
Una famiglia di alcolisti cammina nella neve, in fila indiana. Pupa, la madre, davanti, e dietro i figli, Simon e Teschio. È inverno in un paese di provincia. Hanno ritirato la patente di guida a tutti e tre. Sono costretti a spostarsi a piedi, da un bar all’altro. Una storia vera di una famiglia implosa, alla disperata ricerca di un Angelo. Il parossismo assurto a canone stilistico diventa chiave fondante del testo e motivo di apprezzamento sono i dialoghi venati di ironico cinismo, senza rinunciare a squarci poetici la cui consistenza imbriglia lo spettatore.

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