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Vicari: «Nella scrittura ho trovato un modo non invasivo per raccontare la storia di Emanuele»
18 Gennaio 2020 | Alberto Conti | Condividi:

Il regista Daniele Vicari, al suo esordio letterario, racconta in “Emanuele nella battaglia” (Einaudi) la storia di Emanuele Morganti, ventenne ucciso davanti a una discoteca di Alatri. Un racconto duro per i protagonisti del libro, per chi scrive, per chi legge, che riempie i vuoti narrativi della cronaca giornalistica per descrivere sia Emanuele che la realtà in cui il ragazzo ha vissuto

Daniele Vicari di professione fa il regista e dal 2002, anno del primo lungometraggio Velocità Massima, ha diretto film come Diaz – Don’t clean up this blood (2012), La nave dolce (2012), fino all’ultimo, Prima che la notte (2018), su Pippo Fava.
Il 26 marzo del 2017 Daniele legge della morte di Emanuele Morganti, ventenne di Tecchiena morto dopo un pestaggio avvenuto due giorni prima davanti ad una discoteca di Alatri, e si accorge di conoscere quel ragazzo e la sua famiglia.
Inizia così la carriera di scrittore di Daniele Vicari, che lo scorso ottobre ha pubblicato Emanuele nella battaglia (Einaudi) in cui ricostruisce le terribili circostanze che hanno portato alla morte di Emanuele.

ASCOLTA L’INTERVISTA A DANIELE VICARI

Daniele Vicari presenterà Emanuele nella battaglia (Einaudi) sabato 18 gennaio alle 19.30 alla Legatoria Prampolini. Con lui ci saranno Claudio Fava e Giuseppe Lorenti.

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