Presspartout magazine – 17/04/2014

Confisca da 200 milioni alla mafia

Dopo la sentenza della Cassazione per Mario Giuseppe Scinardo, originario di Capizzi, è scattata da parte della Direzione investigativa antimafia la confisca per 11 imprese, 229 immobili e 90 automezzi. Il provvedimento è stato emesso dopo un indagine partita nel 2008. Secondo gli inquirenti Scinardo, che da allevatore è diventato in quindici anni un imprenditore con un patrimonio da 200 milioni di euro, ha avuto successo negli affari perché protetto da alcune famiglie di Cosa Nostra, come i Rampulla. Il nome di Scinardo è emerso anche in altre operazioni antimafia: l’ultima, in ordine cronologico, è l’indagine Iblis sui rapporti tra Cosa Nostra, e l’imprenditoria e politica catanese.

Per lui i pm hanno chiesto 15 anni di carcere.

 

«Sul 555 entri normale ed esci su di giri»

«Sul 555 entri normale ed esci su di giri». Questo è il detto tra i dipendenti dell’Amt, l’Azienda metropolitana trasporti, che si riferisce all’ormai consolidato fenomeno dell’utilizzo dei mezzi pubblici da parte degli adolescenti per l’acquisto di droga. Non è un fenomeno dell’ultimo periodo ma consolidatosi a metà degli anni ’90 che prosegue nonostante le denunce alle autorità, all’azienda, alle forze dell’ordine e alla prefettura. Nulla è cambiato e i conducenti dei mezzi pubblici non si sentono al sicuro e temono per la loro incolumità poiché, se da un lato le denunce sindacali e le richieste di controlli da parte delle forze dell’ordine non sono stati efficaci, dall’altro si sono aggiunte anche minacce di ritorsioni contro gli autisti stessi. Il fenomeno non è ristretto solo alla linea 555 ma anche l’830, che passa dal quartiere Zia Lisa e la linea 25 che fa la tratta del Porto.

 

Unict stipendi d’oro

SudPress, testata giornalistica del giornalismo d’inchiesta, ha messo in evidenza nell’ottobre 2013  gli enormi costi legati agli stipendi dei dirigenti dell’Ateneo catanese e la particolarità dell’inquadramento dei dipendenti della prima fascia. Il Magnifico Rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro, ha chiesto un parere sulla legittimità di tali incarichi all’Avvocatura Distrettuale dello Stato che, a seguito di una verifica, ha accertato sia l’illegittimità delle cariche che l’esclusività delle stesse in tutto il panorama universitario nazionale.

Dal 2013, infatti, i dirigenti responsabili di prima fascia (Area dei Rapporti Istituzionali e con il territorio, Area Didattica, Rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale, Area Logistica e Spazi a verde, Area Formazione e Ricerca, Ufficio Legale, Area Servizi Generali, Area Finanziaria, Area Pianificazione e controllo di Gestione.) sono 9 e costano 1.206.725,05 euro. Pertanto, l’Avvocatura Distrettuale, ha esortato il Rettore a provvedere a tale situazione di favore per alcuni dei suoi dipendenti.

 

Esami truccati arrivano le condanne

Il giudice Nicola Aiello in udienza preliminare, ha inflitto otto condanne per frode a causa dello scandalo per esami truccati che aveva coinvolto ex studenti e impiegati dell’Università di Palermo, dopo l’inchiesta partita nel 2010. 5 anni con rito abbreviato sono stati pronunciati contro Paola Adriana Cardella, mentre adun anno, sempre con rito abbreviato, ammonta la pena da scontare per Alessio Mattina. Gli altri sei indagati, avevano patteggiato la pena. È stata invece assolta la studentessa Claudia Vitiello.

Irene Cacciola

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